SE ÈRT E ECONOMIA SE SCONTRASSA

Von 21/08/2021 10:00 bis 31/12/2022 19:00

“SE ÈRT E ECONOMIA SE SCONTRASSA”

“Se èrt e economia se scontrassa” l é l titol de la scomenzadiva che l Museo ladin a chela de fèr peèr via per valorisèr i artisć fascegn tras l’economia. La prejentazion del projet la sarà ai 16 de otober, aló da la ostaria-biraria Rampeèr, a Ciampedel, endèna la inaudazion a la reversa de la mostra “N scrign o na fior”.

Tras na colaborazion curiousa anter èrt del post e strutures economiches l Museo vel ge dèr l via al projet più gran de tor ite l teritorie te la valorisazion de l’èrt a na vida sinergica e originèla, col averjer n debatit identitèr e culturèl con sia jent.

Vegnarà engaissà l confront anter artisć e operatores economics, per projetèr ensema col Museo ladin la mostres del davegnir.

I locai publics - ostaries, restoranc, boteighes, impianc portamont, e c. i. – i pel se portèr dant per doventèr na senta destachèda del Museo, col sporjer sia lèrga per meter fora la operes de n artist fascian. L obietif l é de ge dèr valor a l’identità del post, acioche nos fascegn, dantdaldut, recognosciassane e fossane stolc de noscia ladinità e di talenc de noscia tera.

Se te es n artist o n operator economich che à i requisic enjonté a chest avis, no spetèr a tor contat col Museo ladin e doventa protagonist de tia val.

Per tor pèrt a la scomenzadiva i operatores economics vegn envié e esser al event dai 16 de otober aló da la ostaria biraria Rampeèr, a Ciampedel; ve preon de ve prenotèr chiaman ite o manan ite n messaje whatsup al Istitut cultural ladin sul numer de telefon 0462/764267.

Per de autra informazions chiamèr ite l Istitut sul medemo numer 0462/764267.

Desćèria l’avis per tor pèrt.

ARTIST - Desćèria l model de inscinuazion

OPERATOR ECONOMICH - Desćèria l model de inscinuazion

Detail

MIE MUSEO

Von 01/12/2021 15:00 bis 15/04/2022 19:00

MIE MUSEO 

arpejon per l davegnir / per ereditare il futuro

 

Mostra

14.09.2021 – 11.10.2021 

01.12.2021  – 15.04.2021

 

Il 2021 è l’anno delle celebrazioni dei 20 anni della nuova sede del Museo Ladino e dei 40 anni della Biblioteca ora dedicata a Padre Frumenzio Ghetta. fa. È un’occasione unica per provare a immaginare un’idea di cultura ladina fatta di maggiore condivisione e interazione con il territorio, con un programma ricco di attività dedicate a tutti, raccolte in modo più ampio sotto la promessa dichiarata “mia majon, mia storia, mia parlèda”.

La mostra «Mie Museo. Arpejon per l davegnir / Per ereditare il futuro» è la prima esposizione dedicata al lavoro di ricerca e raccolta svolto negli anni per la salvaguardia della cultura ladina; un lavoro comunitario segnato da date e volti di persone che hanno voluto lasciare alle nuove generazioni un tesoro di inestimabile valore. Una mostra sviluppata su una linea temporale dove passato, presente e futuro diventano espressione nitida di quello che è stato, che è e che sarà il Museo Ladino di Fassa. Oggetti, immagini, oralità e tradizioni concorrono alla creazione di un’identità che merita d’essere ricordata e soprattutto tramandata. È nostro dovere conservare questo patrimonio affinché arrivi alle generazioni future e custodirlo significa anche ri-scoprirlo alla luce della vita contemporanea. Attraverso le testimonianze del passato riceviamo informazioni e valori che ci aiutano a vivere il presente e che ci permettono di indirizzare il futuro.

La missionedel Museo Ladino è e vuole essere quella di fornire a tutti, locali e non, le chiavi di lettura per comprendere la storia, l’etnogenesi dei Ladini di Fassa, per innescare uno scambio tra generazioni differenti, senza però precludere spazi al futuro, anzi fungendo da punto di riflessione e di slancio per nuovi modi di intendere la propria identità culturale.

La mostra è un ponte con il passato per far capire come molte persone abbiano saputo raccogliere un vero e proprio patrimonio culturale, attraverso idee e scelte che si sono rivelate lungimiranti. Lungo il percorso la storia del Museo viene ricordata attraverso i volti delle persone che vi hanno contribuito, concentrando l’attenzione su alcuni tra i più interessanti oggetti che hanno visto la gente comune diventare protagonista del museo attraverso prestiti e donazioni, fin dall’avvio delle raccolte etnografiche. Strutturata in un percorso lineare e tematico al tempo stesso, la mostra culminerà con un mosaico di volti e voci che racconta cosa significhi sentirsi ladini oggi e attraverso un’installazione dedicata alla percezione del museo e alle aspettative per il futuro, a cui tutti sono chiamati a collaborare attivamente.

Una conclusione aperta, in linea con la campagna celebrativa “mia majon, mia storia, mia parlèda” perché l’Istituto Culturale Ladino continui a perseguire con rispetto e dedizione il prezioso compito di salvaguardia ma, al tempo stesso, si avvicini ancor più alla popolazione per fare in modo che ognuno possa considerare propria, MIA appunto, la realtà che esso rappresenta.

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